Perché hai bisogno di disciplina e non di motivazione: 5 suggerimenti per essere più disciplinati

uomo che si allena con disciplina
di Antonio Martone

di Antonio Martone

Tutti abbiamo un sogno, un obiettivo, una meta da raggiungere e, nella stragrande maggioranza dei casi, sappiamo anche cosa andrebbe fatto.

Eppure, troppo spesso, ci lasciamo cullare dall’ozio o, peggio ancora, dallo sconforto di non riuscire a raggiungere i nostri traguardi.

Ci sentiamo poco motivati, ma la realtà è che siamo poco disciplinati.

La disciplina è il vero strumento che ci permette di costruire il nostro futuro; senza di essa sarà difficile, se non impossibile, raggiungere qualsiasi risultato.

In questo articolo ti spiego perché hai bisogno di disciplina e non di motivazione.

È sempre una questione di testa

Come ci insegna Paul MacLean e la sua teoria sul cervello tripartito, possiamo suddividere (solo didatticamente) il cervello in tre parti: rettile, limbico e neocorteccia.

Questa suddivisione è di natura evolutiva: dalla più antica alla più recente. 

Il cervello rettiliano è legato all’istinto, quello limbico alle emozioni e la neocorteccia alla coscienza.

Devi sapere che il 95% delle azioni che compiamo sono regolate dai primi due che, per semplificare, potremmo definirli come il motore della nostra mente inconscia, mentre la neocorteccia è l’equivalente per la nostra mente conscia.

Praticamente procediamo con il pilota automatico inserito. 

Per permettere un radicale cambiamento di un’abitudine, è a questo livello che bisogna lavorare.

Ma mettere in pratica la nuova e sana abitudine che vogliamo acquisire non basta: bisogna ripetere, ripetere, ripetere.

E ripetere ancora fino a quando l’azione è talmente radicata nel nostro inconscio che non dobbiamo più pensarci.

Lo abbiamo fatto un milione di volte: quando abbiamo imparato a camminare, ad andare in bici, a guidare l’auto e così per le migliaia di azioni che compiamo ogni giorno letteralmente in automatico.

E indovina un po’? 

Non hai avuto bisogno di motivazione, ma solo di disciplina, di auto-disciplina.

Anche se c’erano i tuoi genitori, o chi per essi, a darti la carica e a sostenerti, è stato il bisogno, la necessità e la voglia di apprendere una nuova esperienza che ti ha portato ad acquisire le nuove competenze.

Ed è con la ripetizione e tanta, ma tanta, disciplina che ci sei riuscito/a. 

bimbi che con tanta disciplina hanno imparato ad andare in bici

Ogni volta che ci mettiamo in testa di acquisire una nuova abitudine, dobbiamo fare i conti con il nostro subconscio che si oppone.

Proprio così, se siamo abitudinari un motivo ci sarà.

Svolgere una serie di azioni in automatico ci permette di consumare meno energie e di prestare attenzione e prendere le decisioni che siamo chiamati a prendere.

Instaurare un nuovo comportamento letteralmente mette in crisi il nostro sistema che si opporrà facendoci sentire affaticati, annoiati, cominceremo a nutrire forti dubbi su cosa stiamo facendo e così via…

Non temere, se ti riconosci sei in buona compagnia.

Per questo motivo saremo più invogliati a mollare che a continuare: è un dato di fatto.

Solo con la disciplina possiamo fronteggiare a testa bassa il nostro subconscio facendogli intendere che non abbiamo voglia di arretrare di un solo centimetro. 

Nessuno ama la fatica e il dolore

E anche qui il nostro genoma e la nostra evoluzione remano contro i nostri cambiamenti.

Nessuno ama la fatica e il dolore.

Ogni volta che ci alleniamo, ci mettiamo a dieta, lavoriamo duramente e così via, stiamo letteralmente andando contro natura.

Nel corso della nostra evoluzione abbiamo settato il nostro sistema su “risparmio energetico“. È per questo che prediligiamo le risposte automatiche.

Il cervello riconosce il dolore e la fatica e fa di tutto per mettere in atto azioni che portino in direzione opposta.

Per questo motivo molte azioni risulteranno faticose.

Anche se le condizioni socio-economiche (di chi ha la fortuna di abitare da questa parte del mondo) sono cambiate, il nostro organismo tenderà a consumare il meno possibile.

Capisci che solo la motivazione ad andare in palestra, perdere peso, lavorare di più, serve davvero a poco se non hai disciplina?

Quante volte hai desiderato di metterti in forma, di studiare, di cambiare lavoro ecc. e come è andata?

Magari hai anche frequentato uno di quei corsi di autostima che ti fanno sentire al settimo cielo e in grado di spaccare il mondo, salvo poi risvegliarsi il giorno dopo e iniziare a raccontarsi le solite balle: lo faccio domani‘, ‘non ho tempo‘, ‘devo prima…

Capisci che è il tuo subconscio che ti sta frenando?

Non sarai mai perennemente motivato a fare qualcosa che non ti va di fare.

Credi davvero che gli sportivi di alto livello amino allenarsi tutti i giorni per 5 o 6 ore? No, sono solo molto disciplinati!

Nessuno ama la fatica, nessuno ama il dolore. È contro ogni principio fisiologico.

uomo affaticato

Immagino che starai obiettando: “Ma allenarsi fa bene“, “Se non mi metto a dieta rischio un infarto” e così via… 

Certo, ma dietro la necessità di mettere sotto stress il nostro corpo si nasconde una cattiva gestione della propria salute.
Ma questo è un altro discorso.

Ciò che voglio intendere è che per natura tendiamo a fuggire dal dolore e dalla fatica e, nel momento in cui siamo “costretti” ad affrontare un cambiamento, la motivazione può solo essere una piccola spinta, mentre è la disciplina il vero motore trainante.

A cosa serve la disciplina

Sarà un paradosso, ma spesso il nostro cervello sembra che lavori contro di noi. L’intento però è sempre quello di favorirci.

L’unica pecca è che a volte i suoi scopi non coincidono con i nostri.

Se vuoi dare una svolta alla tua vita, devi necessariamente uscire dalla tua zona di confort.

Indovina un po’ questa famosa ‘confort zone‘ in quale parte della nostra mente è annidata? 

Esatto, nell’inconscio.

Quando proviamo a uscirne, non ci sentiamo più al sicuro e questo fa scattare un allarme nel nostro cervello che farà di tutto per tenerci fermi lì dove siamo.

È un programma prestabilito, è sopravvivenza.

lottare con il cervello

Senza la giusta dose di disciplina non usciremo mai vittoriosi da questa battaglia contro il nostro cervello e vuoi sapere il perché? 

Semplice! Sei il risultato di milioni di anni di evoluzione.

Puoi solo sfiancarlo con la tenacia, la caparbietà e la perseveranza. In poche parole: con disciplina.

Non amiamo i cambiamenti, è per questo che facciamo così fatica a instaurare nuove abitudini. Il cervello si concentra sui rischi, sui pericoli, sulle variabili ignote e arriva sempre alla solita conclusione: troppa fatica!

E poiché a noi non piace la fatica – boom – finiamo per rinunciare o rimandare la nuova e virtuosa abitudine.

Ecco a cosa serve essere disciplinati: a mantenere fede all’immagine che abbiamo costruito di noi stessi una volta raggiunto l’obiettivo.

5 suggerimenti per essere più disciplinati

Se hai letto fino a qui magari starai pensando che non c’è nulla da fare e che sei destinato/a a fallire, complice il tuo cervello che non ne vuole sapere di faticare.

Ovviamente non è così e il mondo è pieno di esempi di coloro che tutti i giorni si danno da fare per realizzare i propri sogni.

Eccoti dunque cinque suggerimenti per essere più disciplinato/a.

1. Lavora sulla tua identità

Per prima cosa devi avere una chiara immagine di te appena raggiunto l’obiettivo che ti sei prefissato/a.

Se hai deciso di perdere quei chili di troppo, visualizzati mentre sfoggi la tua smagliante forma fisica, ma ricordati che non è il risultato quello che conta, ma chi devi diventare per raggiungerlo.

Ogni volta che senti che stai per gettare la spugna chiediti: “Che tipo di persona è quella in grado di raggiungere il mio obiettivo?“.
Senza ombra di dubbio sarà molto disciplinata.

Chi è in splendida forma non lo è solo per genetica o grazie a qualche divinità, lo è perché sa tenere a bada i propri istinti, i propri impulsi ed è dedita al sacrificio.

2. Definisci un piano di azione ben curato

Al bando l’improvvisazione.

Avrai sicuramente chiaro quali sono i compiti che tendi a procrastinare, ma che sono necessari al raggiungimento della tua meta.

Organizza ogni azione che devi compiere nel dettaglio e inizia subito. 

Non cadere nell’errore di voler fare tutto ciò che non hai fatto fino ad oggi, ma concentrati su una cosa alla volta.

Dedica il giusto tempo ad ogni compito e, se necessario, suddividilo in sotto-compiti più semplici da svolgere.

3. Rendilo attraente

Se proprio devi faticare, rendilo piacevole

Se nella tua routine di allenamento c’è un’ora di tapis roulant, magari ti puoi posizionare davanti alla TV e guardare la tua serie preferita. Anzi la guarderai solo mentre ti alleni.

Puoi migliorare il tuo ambiente di lavoro: pulito, organizzato e senza inutili distrazioni. Quando è ora di darsi da fare, non ci sono scuse.

In questo modo migliorerai la tua produttività e, nonostante il duro lavoro, avrai quella sensazione di soddisfazione che terrà a bada il cervello.

4. Festeggia i tuoi traguardi

Ogni volta che porti a termine un compito necessario al raggiungimento del tuo obiettivo, datti pure una pacca sulla spalla e sii grato/a a te stesso/a per l’impegno che ci metti a portare a termine ciò che va fatto.

Festeggia ogni piccolo traguardo che ti porta più vicino alla meta: prenota una giornata alla spa, concediti un giorno di ozio totale, acquista un gadget inutile.

5. Non mollare mai

È forse la cosa più banale e scontata che potevo scrivere, ma permettimi di insistere sulla perseveranza.

Anche se metterai a frutto tutti i miei suggerimenti, non mancheranno i momenti difficili dove avvertirai più fatica del solito e sarai invogliato/a a mollare.

Ancora una volta poni l’attenzione dentro di te e chiediti: “Non sei curioso/a di sapere come va a finire?“.

Conclusioni

Quindi non ho più bisogno di motivazione ma solo di tanta disciplina?

Assolutamente no!

Come dicevo pocanzi, la motivazione è la scintilla, è quel quid che ti fa muovere da dove sei, è la spinta a voler fare meglio, ma da sola non basta.

Leggere libri e blog sulla crescita personale, guardare video motivazionali, ascoltare musica che ti dà la carica, è sicuramente una buona abitudine, ma senza l’azione è fine a sé stessa.

Ma anche l’azione, se non ripetuta nel tempo, finisce per essere una inutile fatica che, come abbiamo visto, allerta il nostro cervello e finisce per farci desistere.

È la disciplina che rende l’azione l’unico strumento utile per il tuo cambiamento, che trasforma la fatica e il dolore in successo e gratificazione.

 

E tu sei disciplinato/a? Fammelo sapere nei commenti.

Al prossimo articolo, 

Antonio M.

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