La teoria dei tre cervelli di Paul MacLean

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  • Categoria dell'articolo:Neuroscienze
  • Ultima modifica dell'articolo:29 Marzo 2022
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teoria dei tre cervelli di Paul MacLean
di Antonio Martone

di Antonio Martone

Paul MacLean ha per primo descritto la teoria dei tre cervelli o del cervello trino, cioè l’evoluzione che il nostro nobile organo ha subito nel corso dei millenni.

Argomento quello dei tre cervelli molto caro a chi si occupa di Neuromarketing ovvero di come, sfruttando le conoscenze di neuroscienze, prendiamo decisioni apparentemente coscienti.

Nell’articolo su come cambiare vita ho già accennato alla teoria di MacLean in quanto ritengo sia davvero fondamentale capire quanto il nostro inconscio ci guida senza che ce ne accorgiamo.

In questo articolo approfondiamo alcuni aspetti interessanti.

Il cervello trino o teoria dei tre cervelli

Paul Donald MacLean è stato medico e neuroscienziato statunitense. Nella sua carriera ha avuto numerosi riconoscimenti, anche se è noto per il triune brain, ovvero “cervello trino”.

La teoria dei tre cervelli fu introdotta dal neuroscienziato nel 1962 per spiegare in che modo si è evoluto il cervello dei vertebrati.

Le tre zone in cui MacLean suddivide il cervello, partendo dalla più antica alla più recente sono: il cervello rettiliano, il cervello limbico e la neocorteccia.

Tale suddivisione ripercorre le varie tappe della nostra evoluzione:
il cervello dei rettili che corrisponde al tronco encefalico, il cervello dei mammiferi che corrisponde al paleoencefalo e il cervello dei primati con la neocorteccia.

teoria dei tre cervelli

Nel corso della sua evoluzione, l’uomo ha strutturato il proprio cervello attraverso un’organizzazione gerarchica.

Le tre strutture non sono avulse l’una dall’altra, ma hanno innumerevoli connessioni che fanno del cervello un’opera straordinaria, ma l’encefalo, è giusto chiarirlo, è uno.

A questa tripartizione possiamo anche fare un parallelismo con la mente inconscia, subconscia e conscia di freudiana memoria, a testimoniare il fatto che esistono più livelli di pensiero: da quello istintivo (rettiliano) a quello logico (neocorteccia).

Ma vediamo più nel dettaglio.

Il cervello rettile

Il primo dei tre cervelli che su scala evolutiva è stato il primo a svilupparsi è il cervello rettile, o archicerebellum, ereditato dai rettili.

Appartiene a questa porzione di cervello il tronco encefalico ed è la parte che si occupa degli istinti primari. Risponde ai bisogni di sopravvivenza come la ricerca di cibo, la sessualità, la difesa del territorio, dei comportamenti non verbali.

È la parte del nostro cervello sempre attenta ai potenziali pericoli che ci circondano con l’obiettivo di proteggerci. È la sede della risposta “fight or flyght” ovvero attacca o fuggi privilegiando la fuga e, se proprio non fosse possibile, ci preparerà all’attacco.

Altre funzioni vitali sono la regolazione della temperatura, del respiro, del battito cardiaco, della pressione sanguigna.

Insomma è istinto puro!

È la sede dove vengono registrate quelle azioni che compiamo ogni giorni in maniera automatica e che chiamiamo abitudini.

Quando si è prevalentemente in attivazione del cervello rettiliano, come ci spiega la psicologa e psichiatra Erica Francesca Poli nel suo libro Anatomia della guarigione, il mondo è visto come un posto in cui bisogna procurarsi cibo, ovvero soddisfare i bisogni primari.

 

La coscienza è focalizzata sugli oggetti e sulla competizione.

frecce che indicano la competizione

La felicità si raggiunge realizzando un desiderio, portando a termine un obiettivo, acquisire ricchezza e avere successo.

Si è felici se si ha più successo degli altri, sul lavoro, negli affari, a scuola, nello sport, e così via…

Si dà molta importanza a ciò che è esteriore: la bella casa, l’auto costosa, vestirsi alla moda, insomma ostentare.

È a questo livello che la pubblicità pianta il suo seme facendo crescere in noi “il bisogno” di possedere oggetti che razionalmente non ci servono. 

Questo non significa che la felicità legata all’acquisto di un oggetto non debba esserci, ma se ti fermi solo a questo livello la tua felicità sarà sempre condizionata al materialismo.

È per questo motivo che i cartelloni pubblicitari sono pieni di belle donne (richiamo al sesso), scritte in grassetto e con colori sgargianti e frasi che pongono il focus prima sul problema e poi sulla soluzione (richiamo all’attenzione).

 Aspetto molto importante è anche il dialogo interiore: essere focalizzati sulla paura e preoccuparsi sempre dei rischi non fa altro che attivare il cervello rettiliano, creando così un circolo vizioso nel quale siamo preda degli istinti.

Questo livello, prosegue Poli, è molto faticoso perché la competizione è senza fine e non ci si può mai rilassare.

Il cervello limbico

Il cervello limbico, o mammaliano, è quello che abbiamo in comune con tutti i mammiferi ed è la sede delle emozioni.

In comune con i mammiferi abbiamo la socialità, siamo animali da branco e non sappiamo stare senza di esso. Pensa al bambino appena nato che, senza l’accudimento dei propri genitori, non potrebbe sopravvivere.

Dei tre cervelli è quello legato quindi alle relazioni: dal riconoscimento del tono di voce, delle emozioni del viso, del linguaggio non verbale, fino alla dipendenza affettiva.

È quello che ti fa empatizzare con il protagonista di quel film strappalacrime (anche se consciamente sai benissimo che si tratta di un film 😉). 

È la parte del tuo cervello che si attiva quando vengono suscitate emozioni forti.

due persone che si abbracciano e provano emozioni

Anche i ricordi sono legati al cervello limbico: ricorderai la tenerezza del tuo primo bacio, così come quell’esame andato male e che hai dovuto ripetere.

Ognuno di questi ricordi è legato all’emozione che hai provato.

A questo livello provi felicità quando senti che qualcuno ti ama. Quando si è in prevalenza del sistema limbico si è esposti alla dipendenza dal giudizio altrui: se non si è apprezzati dagli altri vuol dire che non va bene.

Se il cervello rettiliano è legato all’inconscio, il limbico è subconscio puro.

Neocorteccia

La neocorteccia, o neocerebellum, è la porzione di cervello più recente, è quella che ci contraddistingue come specie.

La neocorteccia ci caratterizza come essere umani per la capacità di pensiero e la razionalitàÈ la sede del linguaggio, dei calcoli, della logicità. 

A questo livello siamo attratti dalle spiegazioni tecniche, dai numeri.

Nella neocorteccia si distingue una porzione frontale e una prefrontale.
Nella frontale avviene la formulazione dei pensieri logici, di problem solving, organizzazione e razionalità.

Nella corteccia prefrontale avvengono tutte quelle funzioni riflessive come l’empatia, lo spirito di sacrificio, la capacità di vedere oltre e così via.

due persone che si sfidano nel gioco degli scacchi

A questo livello il focus non è su come trovare il cibo (rettiliano) o di come trovare relazioni (limbico), ma è il livello dove si progetta, dove ci si “connette” con gli altri.

È il livello della libertà, scevra dal giudizio altrui e degli istinti più basici.

È qui che si sviluppa il livello più alto di intelligenza e creatività.

Possiamo infine definirla come la sede della coscienza. 

Conclusioni

Come ti anticipavo la teoria dei tre cervelli di MacLean ci consente, da un punto di vista didattico, di suddividere il cervello in tre strutture adibite a scopi ed esigenze differenti.

Ci permette di identificare anche le tre personalità fondamentali: istintivo, sentimentale e razionale.

Detto questo, tale suddivisione non deve essere appresa come un rigido modello, ma ricorda che l’encefalo è una struttura con miliardi di connessioni e che, molto probabilmente, i tre cervelli si sono sviluppati in maniera integrata.


E tu in quale prevalenza ti trovi? Sei più istintivo, più sentimentale o più razionale? 
Fammelo sapere nei commenti e come sempre ci si vede al prossimo articolo,

Antonio M.

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