L’influenza delle persone nella tua vita

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influenza delle persone
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di Antonio Martone

Se vuoi capire in quale direzione stai andando, guarda anche alle persone con cui passi il tuo tempo. Magari vuoi cambiare lavoro, prenderti più cura di te o avviare un progetto. Se però sei spesso circondato da chi scoraggia ogni tentativo o considera normale lamentarsi senza cambiare nulla, sarà più difficile mantenere la rotta.

Non perché gli altri possano scegliere al posto tuo, piuttosto, il modo di vivere, le abitudini e le aspettative di chi ci sta vicino finiscono per diventare parte del paesaggio quotidiano. 

E quello che vediamo ogni giorno può influenzare ciò che ci sembra possibile e normale.

L'influenza che agisce in silenzio

Pensa a quante volte un gruppo dà per scontati certi comportamenti: parlare sempre male del lavoro, passare ore al telefono, spendere più di quanto ci si possa permettere o prendere in giro chi prova una strada diversa. 

Nessuno deve dirci apertamente di fare lo stesso eppure, a forza di respirare quelle abitudini, possiamo smettere di metterle in discussione.

Questo si nota soprattutto quando stiamo cercando di cambiare. Immagina di raccontare a qualcuno che vuoi trasferirti, rimetterti in forma o lasciare un impiego che non ti soddisfa. 

Una risposta come “tanto non cambia niente” magari non ti ferma sul momento; ripetuta nel tempo, però, può trasformarsi in un dubbio che finisci per fare tuo.

L’ambiente sociale non è l’unica causa delle nostre scelte, e non determina in modo automatico chi saremo, ma può offrirci sostegno, esempi e occasioni per provare; oppure può rendere ogni novità più faticosa.

Dalle osservazioni alle abitudini

Negli anni Novanta, un gruppo dell’Università di Parma guidato da Giacomo Rizzolatti descrisse nei macachi neuroni che si attivavano sia quando l’animale compiva un’azione, sia quando osservava un altro individuo compiere un’azione simile. 

Da qui il nome di “neuroni specchio”. La ricerca ha aperto una strada importante per studiare il legame tra osservazione e azione, ma non basta da sola a spiegare l’imitazione, le emozioni o il comportamento sociale umano.

Quando vediamo qualcuno agire, il nostro cervello elabora ciò che osserviamo attraverso diversi sistemi. L’apprendimento per osservazione, le abitudini condivise e il feedback delle persone intorno a noi possono contribuire a rendere alcuni comportamenti più familiari. 

Se poi li ripetiamo, possono consolidarsi nel nostro repertorio quotidiano. La plasticità del cervello è una parte di questo quadro più ampio, non una scorciatoia per cui diventiamo automaticamente uguali a chi abbiamo accanto.

Per questo vale la pena chiedersi quali comportamenti vediamo ripetersi nel nostro ambiente. Stare con persone che si allenano, leggono, imparano o si assumono la responsabilità delle proprie scelte può farci percepire quelle attività come più accessibili. 

Allo stesso modo, se nel gruppo prevalgono cinismo e rassegnazione, potremmo finire per considerarli inevitabili. Non è un destino: è un’influenza che possiamo riconoscere e a cui possiamo rispondere.

imitazione e influenza

La qualità delle relazioni

Oggi possiamo avere centinaia di contatti e migliaia di follower, ma una lista lunga non equivale a molte relazioni profonde. L’antropologo Robin Dunbar ha proposto che le reti sociali tendano a organizzarsi in cerchie di dimensioni diverse: poche persone molto vicine e gruppi via via più ampi di amici e conoscenti. 

Nella sua ipotesi ricorre spesso il numero di circa 150 relazioni stabili, con cerchie più ristrette di circa 5, 15 e 50 persone.

Sono stime e modelli, non limiti universali validi per ogni individuo. Il punto utile, per la vita quotidiana, è più semplice: le relazioni non hanno tutte lo stesso grado di intimità e influenza. Le persone a cui confidiamo le decisioni importanti possono pesare più di un gran numero di conoscenze occasionali.

Jim Rohn è spesso citato per la frase “Sei la media delle cinque persone che frequenti”. È una formula efficace, ma non una legge scientifica. Possiamo prenderla come spunto per una domanda: chi sono le persone con cui condivido più tempo e quali comportamenti sto imparando, anche senza accorgermene?

persone che frequenti

Cambiare senza rinnegare le amicizie

Quando iniziamo un percorso diverso, può nascere attrito. A volte il gruppo prova, anche senza intenzione, a riportarci alle vecchie abitudini, perché il cambiamento modifica gli equilibri. 

E può capitare di essere trattati come “quelli strani” solo perché abbiamo smesso di fare qualcosa che prima facevamo tutti.

Questo non significa che dobbiamo interrompere amicizie di lunga data. Le persone cambiano e le relazioni attraversano fasi diverse. Possiamo voler bene a un amico e continuare a frequentarlo, scegliendo però con attenzione a chi affidare le decisioni più importanti o quali situazioni frequentare più spesso.

Un esercizio utile è individuare le regole non scritte del proprio gruppo. Ci si incoraggia a provare, oppure si ridicolizza chi fa qualcosa di nuovo? Si parla solo dei problemi o si cercano anche soluzioni? Ci si sostiene quando qualcuno cambia abitudini? Non serve giudicare le persone: basta notare l’effetto che quelle dinamiche hanno su di noi.

Se ti mancano esempi vicini del percorso che vuoi intraprendere, cercali. Un corso, un’associazione, un gruppo sportivo o una comunità di persone con interessi simili può ampliare il tuo ambiente. 

Anche i libri, i podcast e i contenuti che segui sono presenze ricorrenti nella tua giornata: vale la pena scegliere con cura anche quelli.

Anche gli altri imitano noi

L’influenza non va in una sola direzione. Non siamo soltanto persone che assorbono ciò che accade intorno: anche noi contribuiamo al clima di un gruppo.

Quindi, se desideriamo relazioni con persone curiose, sincere e aperte al cambiamento, possiamo cominciare a praticare noi stessi questi atteggiamenti.

Nel mio caso, ricordo un momento quotidiano con mio figlio: mentre facevo stretching, lui si mise davanti a me e iniziò a imitarmi. È un piccolo esempio, ma mi ricorda quanto impariamo anche osservando chi ci è vicino e quanto gli altri possano osservare noi.

In fondo, scegliere con cura le proprie frequentazioni non significa essere egoisti né eliminare dalla propria vita chiunque abbia idee diverse. Significa prestare attenzione a ciò che nutriamo ogni giorno e al tipo di persona che vogliamo diventare. 

Le relazioni non scrivono il nostro futuro, ma possono aiutarci a costruirlo.

 

Al prossimo post,

Antonio M.

Riferimenti scientifici

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